E' tutto messo in mostra, è tutto iperesposto, dobbiamo per forza mostrare e dimostrare. Ma cosa?? Ma a chi??
Sbirciando i social, o anche banalmente le trasmissioni televisive, noto che c'è una abbondanza, vorrei dire anche nauseante, di esposizione della propria vita da ogni angolatura. Dagli eventi dolorosi a quelli ludici egualmente raccontati senza alcuna considerazione del rispetto e del pudore.
Trovo che si sia perso il senso del limite a favore di una visibilità che sembra essere l'unico scopo ultimo.
E si passa sopra a sentimenti e a situazioni che meriterebbero solo silenzio e comprensione unicamente per avere attenzione su di sè.
Egocentrismo, necessità di apparire e, spesso, mostrare un ideale che non esiste nella realtà.
Barattare momenti intimi della propria vita con le luci della ribalta è un piacere effimero, destinato a cadere velocemente nell'ombra, sorpassato a gran velocità dal successivo bisognoso di gloria.
Rifletto su quale sia veramente la spinta che porta a fare scelte di iperesposizione e di traboccante egocentrismo.
Mi dirigo verso l'autostima, cioè la valutazione che l'individuo fa su se stesso e penso che forse è totalmente in squilibrio, così bassa da necessitare di essere nutrita dal consenso sociale o talmente elevata che richiede di essere "sbandierata" ai quattro venti.
In ciascun caso è chiaro che manca un punto di equilibrio e l'unico denominatore comune è la presenza del riscontro "esterno" più che quello interiore.
Ritornare a nutrire valori e sani sentimenti è una necessità impellente.