Quante volte diamo la colpa a qualcun altro per ciò che in realtà è completamente nostra responsabilità..? Se lui, se lei, se potessi.. tanti se e poca azione.
Giusto l'altro giorno ho fatto una riflessione a seguito di una sessione.
La situazione riguardava una mamma che ha desiderato moltissimo un figlio, è arrivato e ora il rapporto è iper simbiotico da due anni.
E' arrivato il momento di mandarlo al nido e da quella decisione sono arrivati attacchi di panico, paura, ansia, malessere fisico.
"E' ma lui vuole stare solo con me", "Sono due anni che viviamo appiccicati"...
Inizialmente ho pensato in effetti che questo piccolo abbia un micromondo costituito dalla mamma...ci ho pensato molto e ad un certo punto è arrivato un pensiero...
ma se fosse il contrario? Se fosse la mamma che non vuole staccarsi dal figlio ?
L'ha cercato così fortemente che forse ora non accetta di doverlo lasciare "a qualcun altro", in balia del mondo al di fuori del suo controllo.
La cosa interessante è quanto il corpo parli in modo chiarissmo e quanta fatica si faccia ad ammettere che il cambiamento è necessario da parte dell'una molto più che dell'altro.
O meglio, non appena la mamma troverà la serenità per "sganciarsi" il figlio potrà finalmente aggiungo, andare nel mondo.
Vedo mamme incredibili che compiono azioni e vivono eventi con una forza che nessun altro essere umano possiede. Ne conosco e mi sento sempre così commossa quando so la storia che portano nel cuore, magari anche di malattia, di sofferenza, ma anche di difficoltà di comunicazione e di connessione con figli che a disagio scappano e non si fanno abbracciare.
Capisco che "lasciare andare un figlio" sia un atto di generosità immane, ma è dovuto, dovuto a lui e alla vita. Capisco anche che chi lo ha voluto con tutta l'anima pensa che nessuno al mondo avrà le stesse attenzioni.
Ma il rischio è una gabbia in cui un individuo cresce a metà, perchè non gli è concesso di esprimere totalmente la propria personalità sempre "coccolato" dalle braccia materne.
E si tratta anche di una questione di fiducia, perchè se la mamma deve avere il controllo su tutto significa che in fondo non si fida delle capacità di questo piccolo che proprio nei primi anni di crescita sviluppa l'autostima e l'autovisione (o concetto di sé) che si strutturano attraverso le relazioni con gli adulti di riferimento e la progressiva conquista dell'autonomia.
L'autonomia: da piccole cose a grandi cose..un passo alla volta per sentirsi pronti, adeguati, sempre più liberi!
E' facile il cambiamento? No, è chiaro. Ma necessario sì.
E tu hai esperienze simili tue o di tua conoscenza? E pensando in modo più ampio, quante volte diamo la responsabilità delle nostre paure o delle nostre mancate decisioni a chi ci sta accanto, quali alibi usiamo pur di non cambiare?