Per entrare nella dimensione divina non ci sono schemi o regole, è uno stato dell’essere non della mente. Non è morire, è sperimentare un livello superiore.
Intanto chiariamo che il “divino” a cui mi riferisco ha a che fare con la nostra essenza profonda, ciò che collega al tutto. La scintilla che vive e illumina il nostro cuore.
Siamo esseri straordinari e molto spesso ce lo dimentichiamo compressi dai limiti del mentale che ci racconta di non essere abbastanza o non adeguati o non in grado.
E’ certamente anche un'abitudine che abbiamo acquisito nel tempo, quella di adattarci a ciò che arriva senza cercare di auto valorizzarci, oppure rassegnati ad una immagine che qualcun altro ha costruito di noi senza indagare se sia la verità o no.
Quante volte da bambini, poi da adolescenti e ancora da adulti (!) le critiche (nella migliore delle ipotesi) hanno minato la nostra autostima instillando l’insicurezza e alimentando le fragilità. Quante volte il parere degli altri ha avuto più valore della nostra consapevolezza.
E noi lì insoddisfatti ma anche incapaci di vedere la strada giusta.
C’è un tempo, forse proprio ora che stai leggendo queste righe, in cui si sente di avere bisogno di qualcosa in più. Di far parte di un “tutto” che è oltre la dimensione materiale che accoglie una nuova esperienza del cuore e dell’anima.
Ma c’è un limite: la mente.
Essa cerca sempre – ed in effetti è il suo compito – di codificare, di trovare la logica, di perimetrare, a discapito della connessione profonda e di esperienze che nutrono il cuore di amore e gioia.
Sì perché la dimensione divina che possiamo sperimentare è proprio uno stato alimentato da questo sentimento di ampiezza universale “l’amor che move il sole e l’altre stelle” – come da citazione dantesca.
E ce n’è un gran bisogno, in un mondo che va sempre più verso l’aridità morale e sentimentale la sfida è “stare nel cuore”, far emergere le nostre qualità di comprensione e dolcezza, di attenzione verso l’altro e di gentilezza, levarsi il mantello da egocentrici per guardare al di là del nostro naso.
Talvolta basta così poco: un saluto o un semplice sorriso, un grazie, una carezza.
Invece di stare chiusi nel nostro micro mondo possiamo veramente ampliare l’orizzonte e regalare un pizzico di letizia a chi vive con noi e intorno a noi.
Perché anche piccole e apparentemente insignificanti azioni possono generare effetti enormi e straordinari, un po’ come sosteneva il meteorologo Edward Lorenz con il suo “effetto farfalla”.
Trovo meravigliosamente potente il fatto che la mia piccola attenzione possa creare qualcosa di più ampio ed elevato. Ma la cosa spettacolare è che questo allenamento mi aiuti ad avvicinarmi sempre di più a quel livello superiore di consapevolezza che mi fa "essere amore incondizionato" . Appunto : ESSERE. Una integrazione completa e profonda.
Io cerco di impegnarmi per questo...certo che non è sempre facile, ma un passo alla volta si migliora.
Prova anche tu a sperimentare l'effetto farfalla... dentro di te e lontanissimo da te la tua piccola azione amorevole porterà effetti positivi esponenziali .