Chi può avere cura delle tue fragilità se non lo fai tu?
Molto spesso le teniamo nascoste al mondo per paura che vengano maltrattate o sfruttate, ma serve dare loro attenzione.
Nella vita capita che gli eventi ci portino a costruire un solido strato di protezione per difendere le nostre fragilità pensando di preservarle dal mondo esterno.
Tutto nasce dalla paura che siano maltrattate o addirittura sfruttate per ferirci.
E' comprensibile il desiderio di tutelarsi, ma innesca un meccanismo subdolo, che alla fine anche noi stessi non vediamo più quelle parti che invece necessitano di cura e attenzione.
Come se ad un certo punto il nostro interesse si rivolgesse solo all'esterno - perchè lei ha bisogno - perchè lui ha bisogno - perchè gli altri hanno bisogno - e nella lista alla fine noi non ci siamo più.
E la nostra energia vitale, giorno dopo giorno, si consuma.
E si esaurisce perchè viene costantemente orientata al di fuori senza un tempo dedicato alle nostre esigenze.
Sempre Sì, sempre Sì non ci farà amare di più,
sempre Sì, sempre Sì, non ci farà evolvere.
Anzi, più mettiamo da parte noi stessi più il corpo chiederà attenzione...e certamente non ci farà un messaggio SMS per esprimersi.
Il nocciolo della questione è sempre l'equilibrio,fra quanto guardiamo fuori e quanto dentro.
Forse la lancetta dovrebbe andare verso noi stessi prima di tutto, perchè se manca l'energia vitale non possiamo alimentare la nostra luce interiore e di conseguenza nemmeno essere riferimento e supporto per chi amiamo.
Quindi è prioritario dedicare tempo e cura alle "zone deboli" che tanto è importante proteggere e un po' alla volta si trasformeranno in risorse insostituibili.