Non perdere l'occasione di fare, non perdere nemmeno l'occasione di sbagliare perchè proprio da qui ci si mette in discussione.
Essere sempre i più bravi, i migliori, non è così conveniente a lungo termine.
Gli errori sono i veri maestri di vita.
Da lì parte la messa in discussione di ciò che ha portato all'esito non sperato. E non si può nemmeno definire sempre un errore negativo poichè la storia è piena di idee geniali originate proprio così.
Ad esempio nel 1928 Alexander Fleming dimenticò aperte alcune colture di batteri prima di partire per le vacanze. Al ritorno, trovò le piastre contaminate da una muffa che aveva ucciso i batteri intorno a sé, dando vita al primo antibiotico della storia.
O ancora: un ricercatore della 3M cercava una colla super resistente per l'aerospaziale ma ottenne un adesivo debole che si staccava senza lasciare tracce. Anni dopo, un collega capì come usarlo per creare i famosi foglietti segnalini, i POST IT.
Certo che questi sono casi eclatanti ma raccontano anche che il "fare" crea un movimento, di idee, di energia, di evoluzione e anche se ciò che noi desideriamo non si realizza, certamente nel frattempo ci ha portati più vicino al nostro obiettivo,
oppure ci ha fatto comprendere come NON dobbiamo più agire, o rispondere, o vivere!
L'errore in sè è neutro, perchè attende di essere valutato dai nostri occhi per prendere la sua strada. Produttiva o non.
Guardarlo per capire e crescere è il valore autentico, lamentarsi o imputare la colpa ad altri invece è proprio il segnale che non abbiamo superato l'ostacolo ma ci siamo caduti dentro.
La paura di cadere nel fosso è compresibile, ma l'invito è avere fiducia nelle proprie capacità anche quelle che magari ora non vediamo o non consideriamo.
Le esperienze che ci mettono in sfida ci permettono di far emergere le nostre risorse, di allenarne altre e di dare carica all'autostima.