Quando maturiamo una scelta compiamo un viaggio per elaborarla e nel momento in cui decidiamo di comunicarla quel processo finisce. Ma per il nostro interlocutore il viaggio inizia proprio lì.
E' capitato certamente a tutti noi di esprimere una scelta importante a qualcuno che ci sta vicino.
Ed è sicuramente successo che nell'apprendere la novità l'altro abbia una reazione che non ci soddisfa o peggio che ci fa anche soffrire sentendoci poco compresi.
Tutto normalissimo .
Il punto è che non teniamo conto del fatto che noi per arrivare a quel momento abbiamo compiuto un viaggio pieno di ragionamenti, di valutazioni dei pro e contro, di gestione della paura delle conseguenze...un viaggio in cui abbiamo metabolizzato il cambiamento, tanto da avere il coraggio di esporlo.
Ma spesso non teniamo conto che mentre noi siamo alla stazione di arrivo chi ci sta di fronte è ancora seduto sulla panchina ad aspettare il treno. E sa solo che deve arrivare ma non ha idea di cosa "porta con sè".
Quindi noi che siamo pronti e magari pieni di entusiasmo per il cambiamento che ci attende ci ritroviamo a fare i conti con sguardi di smarrimento o arrabbiature o fredde negazioni.
E lì si spegne la nostra vivacità e comincia il senso di distacco.
E' un vero peccato perchè il momento potrebbe essere fonte di orgoglio reciproco, di soddisfazione e di scambio di punti di vista.
Invece si rivela un flop dove una parte è offesa e spenta e l'altra è disorientata.
Dobbiamo ricordare che esiste un divario temporale ed emotivo fra chi comunica la decisione e chi la riceve e le nostre aspettative potrebbero essere deluse non per mancanza di comprensione ma per il mancato "viaggio" di conoscenza ed elaborazione da parte del nostro interlocutore .
Esprimi la tua scelta e prova a raccontare a chi ti sta di fronte cosa hai vissuto nel tuo "viaggio", lo aiuterà ad accogliere la notizia.